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ALBANO DI LUCANIA
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La Chiesa di Santa Maria Assunta:
è artisticamente interessante ed è stata costruita nel XIII sec. su una
cripta preesistente risalente all'anno 1000. E' stata ristrutturata più
volte nei secoli e anche di recente. La caratteristica principale è
l’alto campanile in blocchi di pietra squadrata. Il portico esterno
sorretto da quattro colonne, è stato fatto costruire nel 1924 dal Sac.
Don Giuseppe A. Marinaro, a spese sue, "per voto a Maria SS. Assunta in
cielo", come una lapide situata alla destra del portico menziona e, al
centro della facciata, vi è una nicchia con una statuetta dell'Assunta.
L’interno è a tre navate e vi è un altare in marmo di stile barocco, un
organo in legno intagliato e decorato del 1700, (attualmente in fase di
restauro) e una croce processionale del ‘600. Vi sono anche dei
pregevoli dipinti del XVI e del XVII sec., tra cui una tela raffigurante
la Madonna della Neve appartenente alla scuola di Raffaello Sanzio e una
Crocifissione del 1500 di scuola napoletana, mentre l’Ultima Cena e una
Madonna del Rosario, appartengono alla scuola napoletana del 1600.
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I
Boschi di Cupolicchio:
circondano il paese e si estendono per circa 1300 ettari tra Albano di
Lucania, Tolve e San Chirico Nuovo. Nel territorio di Albano sgorga una
sorgente di acqua, che è meta di passanti e di abitanti del paese che
fanno provvista d' acqua pura e limpida. Non sono rare aree in cui i
cerri e i farnetti danno vita ad un paesaggio del tutto particolare e
suggestivo. |
CAMPOMAGGIORE
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L
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CASTELMEZZANO
Castelmezzano è un
centro suggestivo per la sua posizione tra le Dolomiti Lucane. Risalgono al VI-V
sec. a.C. i reperti archeologici ritrovati nel territorio, che testimoniano la
penetrazione dei Greci. L'antico abitato era chiamato Maudoro, cioè "Mondo
d'oro". A causa delle invasioni Saracene, la popolazione di Maudoro si
rifugiarono dove sorge l'attuale centro abitato, perché più molto più ostico
agli invasori. Il centro fu una potente roccaforte Longobarda e verso il 1000,
subentrarono i Normanni a difenderla dai Saraceni, che a loro volta si erano già
stanziati nel territorio di Pietrapertosa e di Abriola. I Normanni vi
costruirono un castello di cui oggi sono visibili i resti delle mura e la
gradinata scavata nella roccia che consentiva l'accesso al punto di vedetta
piùalto. Successivamente il centro fu distrutto dai Longobardi di Salerno e
riedificato subito dopo dai Normanni. Nel 1268 Castelmezzano aderì con decisione
alla rivolta ghibellina e nel periodo di dominio Angioino, appartenne a
Guglielmo Tournespee e a Roberto Ponziano, mentre nel periodo Aragonese nel
dominio del feudo, si susseguirono i conti Garlon D'Alife, i Suardo, i De
Leonardis e i Di Lerna, che tennero il controllo fino alla fine del feudalesimo.
Nella prima metà del XIX sec. si afferma il fenomeno del brigantaggio.
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La Chiesa Madre di
Santa Maria dell'Olmo:
La Cappella della Madonna delle Grazie: all'interno si può ammirare un bellissimo altare in stile barocco. Il Castello di Castrum Medianum: dell'antico castello Normanno-Svevo, sono visibili i ruderi della cinta muraria ed una gradinata scavata nella roccia, che conduceva ad un posto di vedetta. La Vallata del torrente Caperrino: rappresenta la meta di escursioni, che attraversano un paesaggio di suggestiva bellezza, porta al confine tra Castelmezzano e Pietrapertosa. Lungo il corso del torrente si possono ammirare i ruderi di vecchi mulini. |
PIETRAPERTOSA
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Pietrapertosa è il paese situato più in alto della regione Basilicata, infatti è a 1088 metri di altitudine. Il paese è immerso nello spettacolare paesaggio delle Dolomiti, alle quali, che per le loro forme più svariate, sono stati dati dei nomi, come: "l'aquila reale", "la grande madre", "l'incudine", "la civetta". L'origine del centro abitato risale a prima dell'anno 1000, quando si insediarono i Saraceni, che vi costruirono la loro fortezza e successivamente i Normanni costruirono il castello per proteggersi più efficacemente dagli attacchi degli invasori. Nel 1268, Pietrapertosa partecipò alla rivolta ghibellina. Carlo I d'Angiò assegnò il paese a Guglielmo de Tournespee e poi a Pietro Bourboun; divenne feudo dei Carafa nel 1600 e poi degli Aprano, dei Suardo, dei Jubero e dei Sifola. Il paese partecipò attivamente anche ai moti carbonari del 1820/21 e del 1848.
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Il Convento di San Francesco:
La Chiesa di San Francesco: è situato al lato del Convento di San Francesco ed è in stile gotico. All'interno si può ammirare un coro in legno intagliato, un polittico ed affreschi del XVI sec., opere di Francesco A. Romano e di Pietrafesa.
La Chiesa Madre di San Giacomo:
La Cappella dell'Assunta: nel suo interno conserva una statua in legno della Madonna. I ruderi della roccaforte Longobarda:
Il "Sentiero della Croccia": è uno dei tanti sentieri percorribili a piedi, nell'incantevole paesaggio delle Dolomiti. Questo sentiero consente di raggiungere i resti di un'antica città che risale al IV sec. a.C.. Il "Sentiero di Tempa Castello": inizia nel centro abitato in prossimità della fontana di Palazzo e conduce ai ruderi di un antico centro, di cui sono visibili le case e le scalinate nella roccia. |
TRIVIGNO
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La Chiesa di San Rocco: è caratteristica, perché è situata a ridosso delle Murge. La Cappella di Sant'Antonio: è situata in posizione panoramica, ed è molto suggestiva. La Chiesa della Madonna del Carmine: all'interno si può ammirare il soffitto che ha un dipinto di autore ignoto, risalente al XVIII sec.. Le Chiese Rupestri: ve ne sono varie, sparse per tutto il territorio, tra le quali merita di essere menzionata, la chiesa di Santa Maria situata in contrada San Leo. Località Calvario: qui, sono visibili le tracce lasciate dalle bande dei briganti Crocco e Ninco Nanco, che dopo l'Unità d'Italia sconvolsero molti paesi lucani. |